
[I colori non esistono.]
Quando mi sento solo mi chiudo nel salotto, cercando di non far attenzione al terribile rumore di casa mia. Vuota. Accendo il giradischi. A occhi chiusi trovo chi oggi mi accompagnerà nel mio I.D.. L'odore di antico mi dà solo un attimo di sollievo, pregustando già la tenebra. Sfilo il disco. Abbasso la puntina e accendo l'automatic play. Abbasso le serrande in tempo per sentire gli scricchiolii nel buio.
[Il mondo è in bianco e nero.]
Il volume è al massimo. Comincia La Marcia Funebre. Dolci le percussioni lontane mi accompagnano al funerale di un Dio. Sigfrido. Fritz Reiner accompagna i violoncelli nell'opera oscura di Wagner. Il Crepuscolo Degli Dei. Sento il mio cuore impazzire, attendendo il colpo secco della Marcia. Ancora una volta Reiner non mi delude. Il mio cuore sussulta, come da sempre, come la prima volta. E forse l'ultima.
[Noi siamo personaggi di un fumetto.]
Le spire dell'abisso mi sfiorano le paure più represse, il sudore mi lancia frecce di freddo dolore, gli occhi si sforzano di trovare qualcosa da guardare. Ma c'è solo Sigfrido nella stanza. Morto. Mentre il tramonto si è trasformato nella fredda notte che nessun Dio dimenticherà. Una vista che nessun mortale sopporterebbe. E solo l'ispirazione di solo suono scopre in me ansie e terrore. Respiro l'aria ghiacciata dell'Olimpo. Le narici diventano fuoco, gli occhi non si aprono più, dolce cade l'anima nell'abisso... ancora...
[Ma non ci potrete distinguere in queste pagine bianche.]
Quando orami tutto è finito gli ultimi attimi sono già scomparsi nell'I.D.. Chiudo il giradischi. Alzo la serranda. La vita continua... almeno fino alla prossima...
composizione del gennaio 2008












