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sabato, 15 novembre 2008
Storia Di Una Goccia d'Acqua
tic tic tic tic

La pioggia battente sul parabrezza,
la radio spenta,
il tuo respiro,
attimi, secondi, momenti,
la strada bagnata dalle parole inutili,
che battono sul parabrezza,
ma non ti svegliano,
amore mio,
sono solo gocce,
pioggia,
il tuo respiro,
quant'è bella la strada bagnata,
mentre cerco due gocce che m'ispirino una poesia,
così che durante il viaggio
tu possa svegliarti nel modo più dolce possibile,
e insieme passeggiare sulle parole del nostro amore...
gennaio 2008
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martedì, 30 settembre 2008

I concetti lasciano i miei dolci pensieri, come una carezza lungo il braccio arrivano nella mia mano. Così le emozioni prendono consistenza, sono dolci, grevi, allegre, tristi e malinconiche, sembrano essere su quel foglio da sempre. La mano continua a scorrere inseguendo un'idea, una trama, o semplicemente il suo divertimento, la penna tocca il bianco senza deturparlo, anzi, lo rende parte di una opera d'arte, simile in tutto e per tutto a me.
Amore mio, non riesco a dormire, non riesco a trattenerti dentro di me. Voglio baciarti e amarti ancora. E in forma di dolci lettere tornerai a me.
Per il concorso Montblanc 2007
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mercoledì, 17 settembre 2008

Ho perso le parole
te le sei portate via,
ho perso i ricordi
te li sei portati via,
le carezze
i baci tra le coperte
sono solo sfumature,
ti ho persa
di colpo ho perso tutto,
non sono niente!
non ho niente!
né ricordi
né parole con cui comunicare
sono una sfumatura
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mercoledì, 25 giugno 2008

Squallido giallo,
luce in un treno a mezzanotte,
mentre scandisci con il tuo battito i secondi,
gli occhi stanchi di guardare,
le mani stanche di suonare,
i piedi stanchi di cercare,
illuminato di uno squallido giallo,
luce di un treno a mezzanotte,
ritorno dove mi aspetta la notte,
senza niente da guardare,
senza niente da suonare,
senza niente da cercare,
ma forse
finalmente
dormire
poesia del febbraio 2008
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martedì, 24 giugno 2008

[I colori non esistono.]
Quando mi sento solo mi chiudo nel salotto, cercando di non far attenzione al terribile rumore di casa mia. Vuota. Accendo il giradischi. A occhi chiusi trovo chi oggi mi accompagnerà nel mio I.D.. L'odore di antico mi dà solo un attimo di sollievo, pregustando già la tenebra. Sfilo il disco. Abbasso la puntina e accendo l'automatic play. Abbasso le serrande in tempo per sentire gli scricchiolii nel buio.
[Il mondo è in bianco e nero.]
Il volume è al massimo. Comincia La Marcia Funebre. Dolci le percussioni lontane mi accompagnano al funerale di un Dio. Sigfrido. Fritz Reiner accompagna i violoncelli nell'opera oscura di Wagner. Il Crepuscolo Degli Dei. Sento il mio cuore impazzire, attendendo il colpo secco della Marcia. Ancora una volta Reiner non mi delude. Il mio cuore sussulta, come da sempre, come la prima volta. E forse l'ultima.
[Noi siamo personaggi di un fumetto.]
Le spire dell'abisso mi sfiorano le paure più represse, il sudore mi lancia frecce di freddo dolore, gli occhi si sforzano di trovare qualcosa da guardare. Ma c'è solo Sigfrido nella stanza. Morto. Mentre il tramonto si è trasformato nella fredda notte che nessun Dio dimenticherà. Una vista che nessun mortale sopporterebbe. E solo l'ispirazione di solo suono scopre in me ansie e terrore. Respiro l'aria ghiacciata dell'Olimpo. Le narici diventano fuoco, gli occhi non si aprono più, dolce cade l'anima nell'abisso... ancora...
[Ma non ci potrete distinguere in queste pagine bianche.]
Quando orami tutto è finito gli ultimi attimi sono già scomparsi nell'I.D.. Chiudo il giradischi. Alzo la serranda. La vita continua... almeno fino alla prossima...
composizione del gennaio 2008
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venerdì, 20 giugno 2008

Tra le piume,
sfuma il mio sogno di te,
mi sveglio in un letto senz'anima,
tra le coperte cerco qualcosa di te,
un profumo,
un ricordo,
cerco le piume delle tue ali,
angelo mio
che anche stanotte sei venuta a trovarmi,
nei miei sogni sarai dolcemente ospitata,
con me non dovrai aver paura,
perché non cadrai mai.
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giovedì, 12 giugno 2008

Il sudore che scorre sul mio corpo fatica a spegnere il fuoco dei miei sensi. Se tocco non sento, e quello che vedo non è vero. Quello che vedo non è vero. Quello che vedo non è vero.
Mi mordo una mano ma non sento niente… In effetti è divertente. Sono in piedi davanti all'armadio… no, non è vero… sono per terra, in una angolo della mia stanza. Non sono davanti all'armadio. Quello che vedo non è vero. Quello che vedo non è vero.
La mia lampada fa mille scintille di luce. Tutto prende fuoco di un fuoco rosso. Sento le mie mani bruciare, sento le mie insensibili mani bruciare. Se le mie mani avessero assaporato il fuoco toccando qualcos'altro non sarei qui! Sono uno stupido. Ed è davanti a questo specchio che lo dico! Stupido! Stupido! Accanto a me… tutto nero… c'è solo lo specchio… Quello che vedo non è vero. Quello che vedo non è vero.
Fuoco! Sono mille sensazioni di fuoco che mi travolgono. Vuoto! Il nulla mi circonda, ma adesso tocca a me circondare lui. Follia! Ciò che vedo non è vero. Ma perché dovrebbe farmi paura, se ciò che vedo veramente vorrei non averlo visto mai? Quello che vedo non è vero. Quello che vedo non è vero.
Ma allora perché non riesco a trattenere le lacrime?
2006
[la composizione fotografica è di Michals Duane]
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mercoledì, 11 giugno 2008

Ci incontrammo,
e ci siamo promessi di amarci per sempre…
Non puoi sentirmi!
La tua mente divaga su ragioni oscure… cosa ti tormenta?
Non mi parli!
La tua voce.. la tua dolce voce ora è solo un covo di disarmoniche urla…
Non mi guardare!
Non mi guardare… Non puoi sentirmi! Non mi parli! Non mi guardare! Mi hai ucciso! Mi hai fatto piangere, disperare, ammazzare e non so che cos'altro…
Ti guardo com'eri un tempo… ma queste maledette lacrime, queste umide maledette lacrime, mi coprono gli occhi…
Mi asciugo le guance, ti guardo per terra. Non puoi sentirmi. Non mi parli. Non mi puoi guardare. Ti ho ucciso. Ti ho fatto piangere, disperare, ti ho ucciso… e non che cos'altro fare per dimenticarti…
2006
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venerdì, 06 giugno 2008

Da sola,
una nuvola nel cielo,
persa nell'immenso celeste,
disperata segue i venti,
cercando qualcosa,
qualcosa che la riempi,
qualcosa che la faccia cadere,
quanto sono dolci
quanto sono belle quelle creature,
adagiati esseri pesanti,
che strisciano sul colorato terreno,
che toccano le foreste,
che toccano i deserti,
che provano l'emozione
di avere dentro di sé
un cuore...
da sola,
piccola nuvola nel cielo,
non vivi,
ci guardi
disperata gelosia,
provi a venire giù,
a cadere,
ma non ci riesci
puoi solo volare,
puoi solo guardare,
quanta disperazione,
quanta tristezza ed emozione;
l'hai imparata guardandoci,
non è vero?
Cos'era quella cosa,
piccola nuvola,
cos'era quella cosa che facevano,
quei piccoli esseri curiosi,
quando erano tristi
come te?
Piangevano.
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lunedì, 19 maggio 2008

Stanco di ricominciare,
stanco di guardare,
stanco di sentirti,
stanco di morire,
stanco di stancarmi,
stanco di non poter scoppiare,
vorrei esplodere,
vorrei distruggere questo eterno ricominciare,
lasciar cadere le tue presunzioni,
lasciar morire il tuo vuoto corpo,
ma alla fine ricomincia,
è resterò a guardare,
resterò a sentire,
resterò a morire,
resterò a stancarmi,
resterò
ma tu te ne andrai.
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lunedì, 19 maggio 2008

Scende dolce la sensazione,
come una lacrima sul viso di chi ama,
scende dolce nel rabbuiare,
si confonde nel mare delle emozioni,
sospira in attesa,
che passi un altra sensazione,
chiede un auto-stop,
(difficle da trovare in una poesia,
forse per la complicata rima!)
e cerca un altra sensazione,
che le faccia dimenticare
la triste rima del poeta,
che la paragona
alla solita lacrima sul femminile viso...
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sabato, 10 maggio 2008

Il ticchettio delle mie dita sulla tastiera si fonde nella melensa monotonia della lancetta dei secondi, perfetta artista della mia angoscia.
Il ticchettio continua, la camera si trasforma in un infinito nero, la fievole lampadina della mia scrivania illumina me e i miei pensieri. Loro scorrono veloci davanti ai miei occhi, pixel e dati convergono nella macchina, nel computer, ad una velocità frenetica, ticchettando con disarmonia e velocità.
Il ticchettio si fa più forte, il buio mi assilla con le sue ombre, i suoi respiri, i suoi silenzi. Quest'ultimi mi uccidono. Ma cerco di non pensarci, cambio cartella. Apro due file, innesco l'anti virus, accedo ad internet, tengo in vista la prima pagina di un blocco notes, scrivo, apro, chiudo, visualizzo, elimino, creo. La creatura prende vita in me, catalogando, salvando, modificando. No, aspetta... no, sono io che catalogo, salvo, cancello. Apro un nuovo file, inserisco cartelle e immagini, cancello la vecchia cartella, aggiorno il desktop, collegamento file, copia, incolla, elimina, salva questo e questo, perché questo non può essere eliminato? Cestino, apri, salva file base, cancella.
Scorri, apri, elimina, collega, nascondi, caricamento, isolamento, alienazione, apri, guarda, vivi, copia, incolla, incolla... incolla cosa? Non capisco... apri, cancella, questo cos'è? elimina, svuota, cancella, cestina, distruggi, finiscila, lasciami, lasciami lasciami!!! Devo chiudere la macchina, è tardi, o no? Ho fame, o no? Quanto tempo è che scrivo, che cancello, che apro? Perché non la smetto? Lasciami!!! Tutta questa confusione, questo ticchettio, lasciami! Lasciami ho detto!!! Elimina! Basta!!! Cancella, cancella, cancella, chiudi, chiudi, chiudi, chiudi, chiudi, ti prego, non ticchettare più, ti prego...
...Rimango da solo, ad illuminare una scrivania, i cristalli liquidi scricchiolano la morte, sento il cuore fermarsi nel suo girare infinito, la mente si rabbuia, il silenzio arriva, solo un ultimo rantolo prima di completare l'ennesima chiusura di sessione...
"Oggettiva visione di una lampadina (collocata a destra nella visione di un computer)"
2006
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venerdì, 09 maggio 2008

Mi alzo con un unico pensiero in testa. Ieri. Te.
Sento caldo( ha davvero importanza? ), sto sudando( ha davvero importanza? ).
Quell'attimo di gioia scompare il tempo di aprire gli occhi. Stringo forte le coperte. Non ci sei.
Non sei con me adesso. Sento il tuo odore, il tuo cuore, i tuoi capelli, le tue labbra, ma non ci sei…
Ti vedo nei miei ricordi di ieri. Felice, sorridente, con me. Eri con me. Mi abbracciavi( eri con me ), mi baciavi( eri con me )… era un sogno? Era come questo sudore, che il tuo calore fa uscire fuori e poi evapora?
No. Sei qui.
Non ti vedo, ma sei qui.
Non scappare. Sento sempre più caldo( non scappare ), ti cerco nel mio letto( non scappare ), nella mia testa( non scappare ), nel mio cuore…
Ti ho rinchiuso… Non volevo, ti giuro! Non guardarmi così, non volevo! Non potevo lasciarti scappare! Non potevo perderti! Tu eri con me! Eri con me! Ti ho amata! Ti amo! Ti amo adesso! Ho dovuto farlo! Ti prego, ho dovuto farlo! Non volevo che scappassi! Non volevo perderti! Mi dispiace, ti prego, mi dispiace! Mi dispiace di averti rinchiuso nel mio cuore!
Mi alzo?
Ci sei?
Ci sei.
Sei nel mio cuore.
Per sempre.
2006
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domenica, 13 aprile 2008

I concetti lasciano i miei dolci pensieri, come una carezza lungo il braccio arrivano nella mia mano. Così le emozioni prendono consistenza, sono dolci, grevi, allegre, tristi e malinconiche, sembrano essere su quel foglio da sempre. La mano continua a scorrere inseguendo un'idea, una trama, o semplicemente il suo divertimento, la penna tocca il bianco senza deturparlo, anzi, lo rende parte di una opera d'arte, simile in tutto e per tutto a me.
Amore mio, non riesco a dormire, non riesco a trattenerti dentro di me. Voglio baciarti e amarti ancora. E in forma di dolci lettere tornerai a me.
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mercoledì, 26 marzo 2008

La galassia muove le sue spire di stelle, i sistemi solari pompano lo stupore. La sua luce tenta di penetrare l'universo, il suo bagliore diventa splendore, e il suo splendore è accecante. Le spire si diramano, la galassia si espande. Sente nel freddo universo un ricordo di calore simile al suo, e tende i suoi pensieri a chi può somigliarle. Il dolce freddo interstellare le sussurra paura, la solitudine è universale, e la galassia si ferisce. Mentre la sua mente si oscura di buchi neri, la sua passione si spegne dei soli, la luce accecante è un piccolo bagliore, i suoi sistemi rallentano, le sue lacrime comete senza desideri, la sua solitudine la più bella.
2007
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